Chi parla 2 lingue vive 2 vite - Educare cittadini plurilingue

Referenti progetto: 
Laura Rossi
Referente del gruppo di lavoro trasversale Smart City
Laura Rossi, Mirella Borghi, Maria Grazia Bartolini
UO Progetti e Qualificazione Pedagogica
Obiettivo

Il progetto ha come obiettivo l'impostazione del piano dell'offerta formativa delle scuole dell'infanzia comunali in un'ottica plurilingue dove l'utilizzo di diverse lingue straniere permette una migliore accoglienza dei bambini internazionali, ma anche amplifica le possibilità di comunicazione e gli apprendimenti di tutti i bambini.

Perché è smart

Il progetto è smart perché è pensato in funzione dello sviluppo culturale dei futuri cittadini in chiave multiculturale. Una piccola sfida nella prospettiva di una continuità verticale nell'apprendimento delle lingue come competenza non più solo disciplinare, ma comunicativa, di accoglienza e integrazione.

La Commissione europea nel documento, Insegnare e apprendere: verso la società conoscitiva pubblicato nel 1995, ha sostenuto con forza che il plurilinguismo è "elemento costitutivo sia dell’identità e cittadinanza europea che della società conoscitiva" (una società basata su una costante costruzione di nuove conoscenze e sull’apprendimento lungo l’intero arco della vita). La competenza plurilingue è dunque da considerarsi una scelta forte per favorire i processi d’integrazione sul piano socio-politico oltre che un elemento costitutivo di un curricolo. Partendo da questa prospettiva, la scelta di promuovere il plurilinguismo attraverso il curricolo scolastico si prefigge l’obiettivo di creare una realtà in cui i cittadini formati si riconoscano come membri di una società caratterizzata da multiculturalismo e multilinguismo e come individui plurilingui con tipi e livelli di competenza e uso diversificati.

Descrizione estesa

L’approccio educativo del plurilinguismo si fonda sulla constatazione evolutiva che l’apprendimento della lingua avviene sin dalla nascita nel contesto della relazione affettiva tra l’adulto e bambino. La relazione quotidiana insegnante-bambino, quindi, costituisce la base per veicolare attraverso la comunicazione conoscenze e competenze linguistiche. Costruire un ambiente plurilingue da parte delle insegnanti è stato un processo di ricerca-azione che ha richiesto un forte investimento in termini di formazione e di sperimentazione. Il percorso formativo realizzato a Ravenna è stato condotto da Martin Dodman (docente in Didattica della lingua straniera\L2) e ha visto il coinvolgimento anche in ottica di continuità delle scuole dell’infanzia ed elementari statali. Dodman ha sostenuto riflessioni, favorito processi di ricerca e infine definito congiuntamente ipotesi di lavoro e modalità di verifica delle azioni sperimentate. Il gruppo delle insegnanti ha estrapolato e scelto alcune attività del quotidiano da tradurre in più lingue tra quelle che più si avvicinavano a ricreare un contesto plurilingue naturale. Le insegnanti hanno scelto la lingua straniera in relazione alle loro conoscenze personali della lingua, per cui alcune hanno dialogato con i bambini in francese ed altre in inglese ed altre lingue. Le interazioni in lingua sono state inserite nelle routine della vita scolastica (pranzo, bagno, gioco simbolico) o in alcune attività autonome più strutturate. Così più lingue si sono alternate in modo programmato all’interno del contesto secondo periodicità e modalità diversificate da scuola a scuola. Questa modalità di lavoro ha permesso in primis la crescita di abilità linguistiche ricettive, infatti i processi naturali di interiorizzazione di una lingua richiedono un lungo periodo di ascolto per permettere la rielaborazione mentale di parole e significati. Alla fine del percorso di sperimentazione si costruisce un prodotto finale chiamato copione plurilingue: questo documento costituisce la raccolta delle azioni sperimentali messe in campo con la supervisione linguistica ed educativa di Dodmam. Questo percorso di ideazione e sperimentazione dura ormai da alcuni anni scolastici e ha attivato una serie di sinergie a livello territoriale con le scuole superiori. In specifico il liceo linguistico ha chiesto di intrecciare il suo percorso di acquisizione linguistica con i nostri bambini con l’obiettivo di costruire un dialogo intergenerazionale e contemporaneamente permettere l’agire delle competenze linguistiche dei ragazzi.

Impatto potenziale del progetto

Le competenze linguistiche in Italia sono complessivamente piuttosto scarse, Ravenna, pur essendo una città turistica, non fa eccezione. L'impatto atteso, nel breve termine consiste nella creazione di ambienti educativi plurilingue nelle scuole dell’infanzia come asse portante per l’integrazione sociale e lo sviluppo degli apprendimenti. L'impatto nel medio lungo termine, qualora il progetto possa estendersi in orizzontale su tutte le scuole dell'infanzia, ma anche, in verticale sui diversi ordini di scuola (primaria di primo e secondo grado e secondaria) potrà essere l'acquisizione di competenze comunicative plurilingue nella popolazione scolastica locale ed il superamento dell'apprendimento delle lingue esclusivamente come disciplina separata dalle altre.

Credits x
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